La Val d'Astico, una delle più belle e verdi vallate vicentine, rischia di essere deturpata dalla realizzazione del tratto autostradale A31 Valdastico Nord. Quest'opera si caratterizza per un costo di realizzazione stimato in oltre DUE MILIARDI DI EURO (49 milioni di €/km) e flussi di traffico modesti, ma provocherebbe danni ambientali gravissimi e difficili da contenere. Viene proposta e sostenuta solo dalla società che gestisce la A4 Brescia-Padova, per interessi di rinnovo concessione. Interessi solo LORO!
In un ottica di progresso sostenibile e di alternative al trasporto su gomma, è doveroso dire NO ALLA VALDASTICO NORD!

mercoledì 20 marzo 2013

'No Valdastico Nord' ai sindaci: 'State facendo interessi vostro partito o della vostra terra?'

'No Valdastico Nord' ai sindaci: 'State facendo interessi vostro partito o della vostra terra?'



I sindaci della Valle preferiscono difendere i loro partiti o la loro terra? E' il quesito che pongono i membri del comitato 'No Valdastico Nord', il giorno dopo l'ok del Cipe al  prolungamento della A 31 da Piovene Rocchette a Lastebasse per un costo di 891 milioni di euro. Che utilità avrà questo tratto autostradale? Perchè devastare il territorio cementificandolo e spazzando via aziende agricole, con la conseguente perdita di posti di lavoro? 'Cosa ci sia di funzionale nel collegare Piovene che conta circa 8mila abitanti a Lastebasse che ne conta 228 lo sa solo il Cipe' - dichiarano gli esponenti del gruppo che cerca di far ascoltare la propria voce.

Il comitato della Valle schierato per il No all'opera pubblica che trova inutile, teme per il futuro di un territorio dalle bellezze straordinarie. Territorio che, se la A 31 si farà, diventerà un cantiere a cielo aperto, sotto gli occhi di quei sindaci che hanno dato il loro benestare e che se proprio non lo hanno fatto in maniera eclatante come il primo cittadino di Piovene che quantomeno ha mostrato una linea sempre coerente, si sono trincerati dietro atteggiamenti ambigui, che hanno però consentito a chi vuole l'autostrada di andare avanti. Al comitato si aggiunge il coro compatto del gruppo sportivo e ricreativo di Casale, che ha raccolto migliaia di firme, dopo la scoperta di un tracciato che porterà conseguenze dirette al comune di Cogollo del Cengio, la cui amministrazione ha risposto con un ricorso al Tar.
La Valle è in subbuglio, gli abitanti della zona sono preoccupati di quello che li attende e non ci stanno a vedere trasformata la terra a loro tanto cara in un cantiere che squarcerà montagne e case, magari costruite con i sacrifici di una vita. Il braccio di ferro continua perchè da parte del fronte del No c'è la volontà di portare avanti una battaglia, fatta di informazione a tappeto. Quella che dovrebbe convincere chi si è fatto l'idea che l'opera pubblica porterà benessere e sviluppo a cambiare opinione, sulla base di punti fermi, come quella della struttura economicamente ed energeticamente non sostenibile. Su questo punto, oltre al comitato No Valdastico Nord e al Gruppo di Casale, sono scesi in campo anche i 'grillini', che proprio nella valle hanno fatto il boom di voti alla scorsa tornata di elezioni politiche. Segno eclatante questo che la dice lunga sul fatto che non è vero che la maggior parte degli abitanti della zona, l'infrastruttura la vuole.
di Redazione Thiene on line



da ThieneOnLine.it

NordestEuropa - 20-03-2013

Quando si arriva a Roma, forti di "una visione politica diversa", ti si aprono prospettive nuove che fanno mutare il credo per il quale hai combattuto strenuamente per anni.
A questo sembra alludere Rino Mario Gambari "industriale bresciano detentore del 9,4% di Infra,
holding che attraverso Re.Consult controlla l’autostrada A4 per il 23,2%, nonché presidente della
Venezia-Padova sempre azionista dell’ex Serenissima
" (questi "nonchè" sono sempre presenti e devono farci riflettere!!). Nonostante Alberto Pacher, Presidente della Provincia autonoma di Trento, abbia ribadito la posizione contraria all'infrastruttura (anche se con toni più morbidi rispetto al suo predecessore), sembra che con un Dellai a Roma, lo scenario a Trento sia destinato a mutare.
Già..una volta a Roma, stando a Gambari, è più facile voltar le spalle alla propria cittadinanza. Sostenuti dal lavoro del branco di politicanti, si possono trovare mille legiferazioni ed escamotages per by passare quello che dovrebbe essere un iter chiaro di Legge.
"La burocrazia romana "non approva i piani finanziari della A4 Holding, bloccando l'aumento delle tariffe; la burocrazia romana approva al Cipe un progetto, per fasi, che non poteva essere approvato, mancando la concertazione tra le due Province.
Poco importa.
Le grandi opere devono andare avanti, perchè, siamo alle solite, "è l'Europa che ci chiede l'approvazione del progetto" .
E poco importa se i manager che gestiscono le Società coinvolte nei più grandi appalti italiani, coinvolti in illeciti amministrativi, frodi fiscali e quanto altro, vadano in galera, i lavori devono andare avanti lo stesso.


lunedì 18 marzo 2013

Comunicato stampa del 2013-03-18 by novaldasticonord

Interrogazione consiglio comunale di Thiene sulla Valdastico Nord

Interrogazione A31 Valdastico Nord


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di Alessia Gamba

Thiene - 
INTERROGAZIONE
GRUPPO CONSIGLIARE COMUNALE
MoVimento 5 Stelle

Al Sindaco di Thiene
Dott. Giovanni Battista Casarotto

Ai Signori Assessori
Samperi Alberto (Vice Sindaco)
Fanton Maurizio
Michelusi Gianantonio
Strinati Maria Gabriella
Zorzan Andrea

OGGETTO: A31 "Valdastico Nord"

Premesso che l'autostrada a 31 Valdastico Nord Piovene Rocchette-Besenello:
Non è inserita nel tracciato delle reti europee. Come si evince dalla risposta del commissario europeo ai trasporti Siim Kallas all'interrogazione dell'europarlamentare Andrea Zanoni "Il progetto per l'autostrada "Valdastico A31 Nord" non fa parte né dell'attuale rete transeuropea dei trasporti, quale definita nella decisione n. 661/2010 sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti1, né del progetto prioritario n. 1 relativo all'asse ferroviario Berlino- Palermo, quale definito nell'allegato III di detta decisione".( risposta E-010729/2012 del 31/1/2013) vedi allegati 1-2
E' in contrasto con la politica europea dei trasporti che intende sviluppare i trasporti ferroviari e prevede di trasferire da gomma a ferro i futuri trasporti di valenza europea. Nel Veneto l'interporto di scambio da gomma a ferrovia è Verona e non Trento. Vedi allegato 3
Va a collegare punti già uniti da altre 2 infrastrutture esistenti che basterebbe razionalizzare (A22 del Brennero e Valsugana)
Comporta un enorme spreco di territorio agricolo e un danno concreto all'agricoltura della Valle dell'Astico. Prevede di espropriare un milione di mq nel vicentino e di vincolarne altrettanti (fonte: progetto autostrada A31 doc 2505-06 15 01 001-0101-opp-A0 "Relazione illustrativa e di stima delle indennità di esproprio pag 20). Potrebbe far chiudere un terzo delle aziende agricole della Valle dell'Astico. Vedi allegato 4
E' economicamente insostenibile: per ripagare l'investimento in 30 anni dovrebbe applicare pedaggi fuori mercato. Se il tunnel del Monte bianco (10,6 km) costa 41 euro quanto costeranno i tunnel da Piovene a Trento 3 volte più lunghi (28,9 km)? L'insieme della gallerie della Valdastico nord è pari al tunnel del Monte Bianco, del Frejus e del San Bernardo uno di seguito all'altro.
E' energeticamente insostenibile. Illuminare 30 km di gallerie comporterà un consumo di elettricità pari ai consumi domestici di una piccola città (17,7 Megawatt l'allacciamento previsto) vedi allegato 5
Distruggerà le possibilità di sviluppo dell'alta valle dell'Astico, che sono legate all'ambiente salubre, ad un paesaggio vallivo che viene valorizzato più dai trasporti lenti che dai trasporti veloci.
Visto quanto sopra premesso i sottoscritti vi chiedono:
se Lor Signori sono a conoscenza che l'iter procedurale dell'autostrada finora sviluppato per l'approvazione del progetto preliminare è viziato sotto i seguenti punti di vista.
1.Aggiramento e sostanziale svuotamento delle forme di pubblicità del progetto e di partecipazione previste per la valutazione di impatto ambientale. Violazione dell'art. 24, co. 9-bis, d.lgs. 152/2006. Nel fatto specifico perché la versione del progetto che è stata oggetto del Parere della commissione VIA del 7 dicembre 2012, n. 1112, della Commissione Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale/ VIA e VAS presso il Ministero dell'Ambiente, risulta sostanzialmente del tutto diversa da quella oggetto della procedura seguita e sulla quale si è svolta la prescritta fase di pubblicazione e consultazione. Perché il tracciato esaminato dalla Commissione VIA interessa un diverso territorio amministrativo. Perché il tracciato esaminato è situato a circa 2 km dal tracciato mostrato ai cittadini e sul quale i cittadini potevano presentare osservazioni.
2.Radicale omissione dello Studio di impatto ambientale in relazione al progetto concretamente sottoposto a VIA. Violazione dell'art. 22 d.lgs. 152/2006 e dell'art. 183, co. 2, d.lgs. 163/2006. Perché la Valutazione ambientale è stata sviluppata su un tracciato diverso da quello esaminato dalla Commissione nazionale VIA
3.Violazione delle regole sulla pubblicità e sulla partecipazione in relazione alla omessa estensione dello Studio di impatto ambientale ai luoghi toccati dal nuovo tracciato. E' chiaro, infatti, che la partecipazione non può essere significativa se i documenti posti a base di essa non si riferiscono al reale progetto. Infatti le forme di pubblicità previste per i progetti da sottoporre a VIA sono ovviamente funzionali alla possibilità per i soggetti interessati di partecipare al relativo procedimento presentando le proprie osservazioni ovvero contribuendo ad integrare il quadro conoscitivo a vantaggio dell'amministrazione procedente. Questo non è avvenuto perché il progetto presentato alla popolazione è diverso da quello presentato alla commissione VIA
4.Mancato esame, da parte della Commissione Nazionale VIA dell'osservazione presentata dal Comune di Besenello (TN) in riferimento alla nota pericolosità della frana della Marogna in comune di Valdastico. Il comune di Besenello con nota prot. 3604 del 12/07/2012 trasmessa via PEC ai ministeri dell'Ambiente dei Beni e delle Attività Culturali, delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha presentato 7 relazioni di carattere tecnico a supporto della propria contrarietà al progetto. In particolare ha presentato un'osservazione tecnica a firma del prof Dario Zampieri del Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova "Individuazione di criticità geologica particolarmente rilevante nei comuni di Valdastico e Pedemonte". La commissione Tecnica VIA, sebbene avesse l'obbligo fi darlo, ha messo di prendere in esame la relazione tecnica sopra descritta, favorendo in modo palese la Società Autostrade Bs-Pd e omettendo di esercitare il proprio ruolo di valutazione dei rischi connessi alla realizzazione dell'opera e quindi la tutela dei pubblici interessi, come si evince dall'elenco delle osservazioni acquisite tramite la Direzione, punto 25 pag 5 di 53 in cui la relazione del prof Zampieri non viene citata, nonostante fosse stata trasmessa. (vedi allegato 6)
5.La procedura VIA presso la regione è iniziata senza procedimento pubblico. L'avvio della procedura regionale è stata intesa coincidente con l'avvio della procedura di impatto ambientale presso la commissione tecnica presso i Ministeri dell'ambiente e delle Infrastrutture tramite la pubblicazione del progetto su 3 giornali di cui uno ad interesse regionale, senza che nell'avviso di pubblicazione venisse riportata l'indicazione di valutazione d'impatto ambientale presso le strutture tecniche regionali e senza che venisse indicata ai cittadini il loro diritto a presentare osservazioni anche presso la struttura regionale. Vedi all 7 dove non viene indicato né l'avvio della procedura regionale né la possibilità di inviare le osservazioni alla Regione
6.La procedura di valutazione di Impatto ambientale presso le strutture tecniche della Regione Veneto appare viziata degli stessi vizi indicati ai punti 1-2-3 sovra esposti.
Chiediamo inoltre:
quali provvedimenti la Giunta e il Consiglio intendano prendere a favore dell'interesse collettivo e della legalità.
Si coglie l'occasione per porgere i più cordiali saluti.

I Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle
Alessia Gamba
Orazio Comberlato



da beppegrillo.it

domenica 17 marzo 2013

Valdastico Nord, dal Cipe via libera al tratto veneto

Valdastico Nord, dal Cipe via libera al tratto veneto

A4 Holding: nella riunione preparatoria è arrivato l’ok ai primi 24 chilometri. Lunedì la delibera
di Matteo Marian VERONA. Il passo non è definitivo ma vale un deciso avvicinamento a un traguardo vitale per A4 Holding e lungamente inseguito dalla concessionaria autostradale presieduta da Attilio Schneck. Ieri, durante la riunione preparatoria al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) di lunedì prossimo, il tavolo tecnico ha approvato il tratto veneto del progetto Valdastico Nord. Si tratta dei primi 24 chilometri del prolungamento verso nord dell’autostrada A31. Resta, quindi, ancora un punto di domanda sul tracciato trentino dell’opera, ma il via libera alla prima parte del progetto (salvo sorprese, il Cipe lunedì si limiterà a ratificare la decisione) consente ad A4 Holding di coltivare buone chance di vedersi rinnovata al 2026 la propria concessione.
Senza il via libera entro giugno prossimo alla progettazione definitiva del prolungamento della Valdastico Nord fino a Besenello, comune trentino dove è prevista l’interconnessione alla Autobrennero, A4 Holding rischia di perdere la concessione sul tratto di A4 da Brescia a Padova. Mentre società, Regione Veneto e Provincia di Trento cercano un accordo sui 15 chilometri da Velo d’Astico a Besenello, la prima parte del progetto incassa il semaforo verde dal pre Cipe. Lunedì, infatti, il Comitato dovrebbe (salvo sorprese) limitarsi a ratificare la decisione del tavolo tecnico di ieri. Ironia della sorte, il via libera è arrivato proprio nel giorno dell’insediamento delle Camere e quindi dell’ex governatore trentino Lorenzo Dellai a Roma. Da sempre fiero e duro oppositore del progetto.
Attualmente la A31 arriva fino a Piovene Rocchette: Cogollo del Cengio, Velo D’Astico, Valdastico, Lastebasse e Pedemonte gli altri comuni toccati dal progetto in provincia di Vicenza. A Velo d’Astico è previsto l’imbocco della galleria per Trento. Il tracciato che figura nel progetto si sviluppa per 27,8 chilometri in galleria, per 4,6 chilometri in viadotto e per 6,7 chilometri in appoggio tra rilevato, trincea e mezza costa. Sono previsti due caselli intermedi denominati “Velo d’Astico” nell’omonimo comune e “Valle dell’Astico” nel territorio di Pedemonte, aree di servizio, un centro di manutenzione e un punto logistico. Complessivamente si tratta di un investimento da 1,9 miliardi.
I prossimi tre mesi non saranno, comunque, affatto semplici. Riuscire a trovare un accordo con Trento è una sfida impegnativa, nonostante l’uscita di scena di Dellai. Senza contare i risvolti legati al contenzioso. La sola approvazione del tratto veneto, secondo il principale orientamento, non sarebbe infatti sufficiente per garantire alla concessionaria veneta il prolungamento della concessione al 2026. Se ci sarà da ingaggiare una battaglia legale, però, l’ok del Cipe ai primi 24 chilometri pare essere quanto meno un potenziale grimaldello sul quale A4 Holding proverà a fare forza.
Nel frattempo, a breve la società dovrebbe chiudere la partita sul piano finanziario la cui mancata definizione blocca, da inizio anno, l’adeguamento tariffario. Dando per scontata una flessione del traffico, l’aumento dei pedaggi è ossigeno quanto mai utile.




da tribunatreviso

venerdì 15 marzo 2013


Riceviamo e pubblichiamo questa interessante lettera di Enzo Magnaguagno.


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AUTOSTRADA VICENZA TRENTO
Per andare a Trento, anzi a Besenello, con la mitica PIRUBI ci vuole un tunnel a due canne (“Purtroppo così lo pretende l’Europa”) dice Schneck.
Metà canna se la fumerà la Val d’Adige e l’altra metà la Val d’Astico. E mica canne da ridere perché il tunnel stradale, con i suoi 15 Km, sarà il più lungo d’Europa dopo quello di Laerdal (Norvegia) che ne misura 24,5 e il Gottardo (Svizzera) di 17 di Km ma che sono a una canna sola. Per trovare un due canne più lungo del nostro bisogna andare a Zongnanshean in Cina ( 18 km, il più lungo del mondo) .E sarà proprio in Cina che sarà opportuno inviare Schneck e soci per verificare i problemi che un simile tunnel procurerà.
Non è però necessaria una grande fantasia per prevedere lo straordinario e infinito effetto Euchessina che sarà provocato dalla deiezione di milioni di tonnellate di materiale da riporto e la processione di centinaia di camion. Sarà uno spettacolo imperdibile per la valle e, soprattutto, alla curva ad angolo retto in località Posta.
Ma la società Raetia, progettista della Piovene-Besenello, ci anestetizza e dice che“Lo scavo di galleria andrà a formare colline e terrazzamenti utili per ulteriori sviluppi della viticoltura” . Un oceano di ghiaia e detriti scenderà da Lastebasse e seppellirà squisite patate per fare spazio a vitigni di pregiata uva frambua.
Dalla valle inesistenti le reazioni di sindaci miopi asserviti ai colpi di frusta di Schneck e a stimolanti promesse politiche.Nel frattempo Trento continua a essere sommersa dai miasmi dei peti, dagli insulti e dagli sputi che le massime autorità Vicentine e Venete quotidianamente indirizzano al presidente Dellai Lama colpevole di negare l’accesso al territorio trentino e impedire la realizzazione dello “sbocco vitale per l’economia del Veneto ai mercati del centro Europa”. Qui, in provincia, il locale regime leghista non ammette voci contrarie all’opera. Chi lo fa rischia il posto di lavoro e la carriera, se non l’esilio.
L’autorizzazione all’inizio dei lavori sembra essere ad un passo. Ancora qualche mossa e il nostro eccitante desiderio di andare a Besenello risparmiando 20 minuti ( con costo di pedaggio stratosferico) sarà soddisfatto e potremo scaricare lo stress accumulato in 40 anni di attesa.
La realtà vera è ben diversa e dice che questa autostrada non andrà mai nè a Besenello né in altra località trentina.Ben che vada arriverà fino ad Arsiero per far felice il sindaco leghista di Piovene che si lamenta da anni per il traffico di attraversamento domenicale del paese.
E non si farà in primo luogo per la dabbenaggine degli amministratori colpevoli di aver assecondato la trasformazione della Serenissima spa in una finanziaria che si chiama A4 Holding ( composta dalla Serenissima più un’altra trentina di aziende).
La A4 Holding ha una situazione debitoria che è superiore al fatturato dell’azienda. Un paradosso visto che il business autostradale ha una redditività lorda che è pari al 40% degli introiti da pedaggio. Ciò significa che i nuovi soci entrati ( ma vecchi volponi che si chiamano Gambari, Astaldi, Gavio, Re-Consult ecc.) hanno portato i debiti delle loro aziende e nessun capitale. Questo è avvenuto sotto il naso di Schneck e degli altri soci pubblici ( Provincia di Vicenza e Verona,Camera di Commercio di Vicenza e Verona, Banche locali ecc.) i quali, oggi, hanno perduto il pacchetto di maggioranza.La prima conseguenza di questo giocare con le cifre di bilancio, e non con l’economia e la finanza reale, è che la società ha in pratica azzerato i profitti a partire dal 2008, proprio l’ anno in cui Schneck è andato in scranno, mentre negli anni precedenti gli utili netti navigavano intorno al 10% del fatturato.
Anche il direttore generale della A4 Holding, Chiari, conferma apertamente, nell’ultimo bilancio consolidato (2011), che” La Società sta vivendo un momento di particolare tensione finanziaria dovuto all’entrata in Società di aziende private con situazioni finanziarie molto difficili”.
Non a caso la Cassa di Risparmio del Veneto ( gruppo Intesa San Paolo) chiede perentoriamente il rientro di 100 milioni di Euro per fine febbraio 2013 e l’aumento del capitale sociale da parte degli azionisti si è rivelato un mezzo fiasco. Nessuno vuole tirar fuori soldi. Banche per prime.
In conclusione: La Serenissima spa di qualche anno fa, a maggioranza pubblica, aveva una situazione finanziaria ottima che le consentiva programmi di investimenti anche di lunga gittata. Oggi la A4 Holding, a maggioranza privata, è una società in condizioni critiche che ha difficoltà a finanziare la Valdastico Sud. Fra pochi mesi scadrà la concessione della Serenissima. Le probabilità che venga allungata al 2026 sono praticamente inesistenti sia perché il CIPE non si riunisce per approvare il progetto, sia perché c’è un cambio importante di guardia al governo e, non ultimo, perché il Dellai Lama ,novello parlamentare,un occhio alla PIRUBI, a difesa dell’autonomia trentina, lo darà da Roma tutti i giorni.
Enzo Magnaguagno
Vigardolo, 13 marzo 2013

Automobili: crollo del traffico autostradale, siamo tornati al 2001

 Interessante articolo apparso su petrolio.globosfere.it
  
 
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Grafici impressionanti: sia per il traffico automobilistico che per quello dei mezzi pesanti, gli ultimi 12 anni sono stati cancellati.
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I grafici sono impressionanti: sia per quanto riguarda il traffico automobilistico che per quello dei mezzi pesanti, gli ultimi 12 anni sono stati cancellati.
E' un'elaborazione dell'aspista elettrico ing.Max De Carlo, e qualcuno potrebbe accusarmi di approfittare bassamente del suo blog quando si tratta di numeri e cifre; infatti avrebbe ragione, meglio fidarsi di Max che della mia solita confusione aritmetica. Si tratta qui di un calo delle percorrenze autostradali totali pari a quasi il 10% rispetto all'anno di picco, il 2007 (76 miliardi di km contro 83). La curva delle percorrenze per i veicoli pesanti è impressionante, sembra una delle più toste curve di Hubbert: una repentina salita, ed un'altrettanto repentina discesa dopo il 2007, con una lieve ripresa nel 2010 seguita da un altro crollo.
Ma anche l'andamento delle percorrenze automobilistiche ha dell'inquietante: costante lenta salita fino al 2010, "plateau" nel 2011, e crollo repentino nel 2012. Come se fosse davvero finita un'era.

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Qualcuno osserverà che, da "picchisti", non dovremmo che rallegrarci che finalmente stia finendo l'era dell'automobile e dei trasporti su gomma. Come sempre confondendo una crisi subìta disordinatamente, con una decrescita organizzata verso una direzione precisa. Nessuno, picchista, decrescitista o altro avrebbe mai voluto vedere simili crolli improvvisi ed inaspettati: il calo di consumi in ogni settore dovrebbe essere ben pianificato prima, con le dovute alternative e con un progetto a lungo respiro che rappresenti un miglioramento di vita.
Stiamo assistendo invece a un si salvi chi può che non è in grado di rallegrare nessuno. Che anzi rende sempre più difficile ed arduo riuscire a pianificare qualcosa di sensato: come sempre accade, d'altronde, quando c'è panico disordinato.
Grafici - Mondo Elettrico

da petrolio.globosfere.it

giovedì 14 marzo 2013


Riceviamo e pubblichiamo questo scritto di Stefano Pellegrini, autore di una lettera pubblicata sul Giornale di Vicenza.



Cari amici ciao da Stefano Pellegrini.
     La caccia e' chiusa , e abbiamo anche tempo ogni tanto per pensare a qualcos'altro di altrettanto serio.   Saprete tutti di una mia recente iniziativa apparsa sul Giornale di Vicenza. Non credevo potesse suscitare tanto interesse. Decine e decine le manifestazioni di solidarietà per quelle poche righe. Credevo di ricevere anche qualche critica, come è normale, ma incredibilmente, per ora, solo parole di elogio. E non solo da cacciatori, ma anche da comuni cittadini, sia sul contenuto che sulla forma. A questo punto gradirei conoscere la vostra opinione in merito. Se da parte delle Associazioni Venatorie ( TUTTE ) non ho avuto al momento alcun commento, i casi sono 2: O non hanno nulla da dire, cosa alquanto strana visto che spesso e volentieri parlano anche di questioni molto minori come importanza, o sono conniventi con chi vuole l'Autostrada, e questo è legittimo ma la dice lunga sullo stato di appartenenza (sarebbe meglio dire sudditanza) alla classe politica che ha portato al "desfo" elettorale recentemente espresso.
Se però cardine di ogni Democrazia è il parere dei Cittadini, penso che ognuno di noi, all'interno delle Associazioni di appartenenza, abbia il diritto ad avere voce in capitolo.
Vi chiedo di esprimerlo. A breve ci sarà per esempio una valida iniziativa di prove di cani da Ferma in località Sant'Agata nella campagna di Cogollo. Siamo tutti al corrente che potrebbe essere l'ultima volta che ciò si potrà fare? Perché se di li' passa quel mostro di cemento, campi addio, e così selvatici e così la caccia.
Non credo che un cacciatore "normale", senza tante patenti di modernità, possa tranquillamente accettare che in nome di uno sviluppo economico che ci ha portato a una crisi economica senza precedenti si veda defraudato di un contesto ambientale unico nella sua specificità.
Vogliono distruggere l'ultimo lembo di campagna pre-industriale dell'Alto Vicentino, con tutti i suoi animali. In cambio arriveremo a Trento in 45 minuti anziché in 50. Ne vale la pena? Non sto qui a elencare tutti gli interessi che ci stanno sotto, li sapete tutti meglio di me. E tanto meno mi dilungo sui dettagli dell'impatto sanitario e ambientale , sulla flora, fauna, pesci, uccelli, ungulati e via discorrendo. Tutti anche qui lo possono immaginare.
Non posso invece ancora accettare l'assordante silenzio di tutte le Associazioni Venatorie su questo problema. Evidentemente a loro non interessa nulla di Cogollo, del Monte Cengio, dell'Astico, dell'inquinamento e di altre piacevolezze inerenti. A loro interessano però le nostre tessere, i nostri soldi, le garette con fagiani finti, le garette di tiro, il consenso politico che tutto ciò genera. Stucchevole inoltre il silenzio di rappresentanti politici, regionali, nazionali ed europei che sulla coda di un fringuello hanno costruito le loro carriere. Ma se nessuno se ne è accorto il vento è cambiato in fretta. Certezze elettorali si sono dissolte o stanno per farlo, e schieramenti storicamente temprati, di destra e di sinistra, crollano davanti a un grillo....
Opportuno a mio avviso, ma questa è solo la mia opinione, che il mondo della caccia abbandoni appartenenze scontate. La destra e' popolata da politici ambientalisti che nulla hanno da invidiare a Zanoni, la Sinistra e' altrettanto permeata da analoghe figure. Restiamo noi gente comune, a subire la loro poca lungimiranza, ad aspettare ogni anno una deroga o meno, a illuderci di contare quando ci si chiede un voto, per poi prenderla regolarmente in quel posto a ogni stagione.
Per il momento quindi questo mio sfogo è solo un modo per suscitare un dibattito amichevole ma invito tutti a dire la vostra sull'autostrada , per me un vero delitto ecologico.

Un saluto a tutti.
STEFANO

Intervento Irma Lovato - conferenza M5S Padova

Sabato scorso a Padova si è svolta una conferenza del Movimento 5 Stelle, incentrata sulle opere realizzate tramite project financing.

Pubblichiamo il video dell'intervento di Irma Lovato, componente del comitato No Valdastico NOrd.


martedì 12 marzo 2013

Una lettera mai pubblicata



Lettera al Sole-24ore

Oggetto: Completare la Valdastico a nord per tornare a crescere.

Faccio seguito all'articolo del 25 u.s. vorrei far presente altri elementi di giudizio sull'opera detta autostrada Valdastico nord.

1_Le settimane scorse i giornali locali (Giornale di Vicenza e Voce dei Berici tra gli altri) hanno riportato l'esito di un'interrogazione dell'europarlamentare Andrea Zanoni in cui il commissario Ue per i Trasporti Siim Kallas afferma “Il progetto dell'autostrada Valdastico A31 Nord non fa parte né dell'attuale rete transeuropea dei trasporti né del progetto prioritario n. 1 relativo all'asse ferroviario Berlino-Palermo” - See more at: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/valdastico-nord-l-ue-smaschera-la-societa-autostradale.html#sthash.WstAYTiG.dpuf. La suddetta autostrada non sarebbe inserita nella programmazione dei trasporti europei che punta al potenziare il trasporto su rotaia abbandonando progressivamente la gomma per i collegamenti superiori ai 300 km. L'autostrada A31 punta quindi nella direzione sbagliata dato che il nodo di interscambio gomma/rotaia è Verona e non Trento.

2_ Lo sviluppo dell'autostrada in galleria è di km 28,9 (pag 80 della relazione illustrativa) e, se questo va considerato un vantaggio dal punto di vista del consumo del suolo e dell'impatto visivo, comporta non pochi problemi di altro ordine.
Infatti il totale delle gallerie corrisponde circa al tunnel del Monte Bianco, del Frejus e del San Bernardo messi in fila uno dietro l'altro. Dato che il tunnel del M. Bianco è lungo 11,6 km e costa 41 €/transito (per un'auto), una serie di tunnel così estesa corre il rischio che il transito costerà qualche decina di euro, probabilmente non meno di 50 €. L'auto che pagherebbe 15€ nel tratto da Vicenza a Trento via Verona sarebbe disposta a pagarne oltre 50 per accorciare la strada? E se si, quale sarebbe il flusso che si incanalerebbe lungo la Valdastico? Non c'è il rischio che il payback si sposti ben oltre i 30 normalmente considerati per il rientro dell'investimento? E stiamo parlando del rientro dell'investimento oltre il 2051 in un quadro di incertezza sul fronte del petrolio.

3_ La scelta di sviluppare ¾ del tracciato in galleria comporta un grosso problema dal punto di vista energetico. Nella relazione “Calcoli preliminari delle potenze assorbite(doc. 2505_060701007 pag. 3) si prevede un consumo di 17,7 megawatt di cui solo 13,536  per i filtri. Si tratta di un consumo significativo paragonabile al consumo per utenze domestiche di una piccola città e comunque vicina all'intera produzione di energia di una centrale idroelettrica. Ad esempio la centrale di Soverzene (BL) ha una produzione di 20 megawatt. Inoltre questi consumi sono incomprimibili, non si possono spegnere alcune luci o spegnere i ventilatori, pena mettere una sbarra davanti alle gallerie e invitare la gente a scegliere un percorso alternativo.

Un saluto

Renzo Priante